Cos’è la creatività? 

Il termine creatività deriva dal latino creare, verbo dotato di una radice (KAR), che si ritrova nel sanscrito KAR-OTI (creare, fare) e KAR-TR (colui che fa, creatore), nel greco KRAINO (creo, produco, compio), KRANTOR e KREION (dominatore, colui che fa, che crea) e KRONOS (il creatore, il tempo, padre di Giove).  La radice del termine creatività esprime quindi la potenzialità di dar vita a qualcosa di nuovo e diverso, potenzialità che solo nel Novecento comincia a essere attribuita all’uomo, essendo precedentemente ritenuta appannaggio della divinità. Negli anni ’70 del Novecento (sulla scia del termine inglese creative, legato al possesso di skills atte a produrre qualcosa di nuovo) il termine viene collegato agli annunci pubblicitari: creativo è colui che crea per vendere e il suo genio è legato al marketing. Poco più tardi la creatività viene messa in relazione alla moda e al design, mentre in alcuni casi assume un’accezione negativa, come nell’espressione  “finanza creativa”. Alcune domande possono aiutarci a riflettere sul significato di creatività:

  • La creatività appartiene solo agli uomini o anche agli animali? Per esempio, quando l’animale ha fame e s’ingegna per trovare il cibo, in quel momento è creativo?   In questo senso la capacità degli animare di procurarsi il cibo può essere considerata una capacità di problem solving (soluzione di problemi), ma è tutto lì? Se non esiste un problema – per esempio la fame- l’animale non è creativo? In realtà negli anni Venti del ‘900 gli psicologi comportamentisti scoprirono che anche l’animale, dopo aver soddisfatto un bisogno fisiologico come la fame, mette in atto dei comportamenti che sembrano guidati dalla curiosità (come esplorare un labirinto preparato in laboratorio), e non dal bisogno. Ora, la curiosità può essere considerata l’anticamera della creatività.
  • Creatività e libertà– “Provate a domandarvi quante delle vostre azioni sono libere e quante sono determinate da altri o da altro. Riuscite a sentirvi creativi nei modi utilizzati per raggiungere un obiettivo fissato da altri? Qual è il confine tra libertà e scelta?” (Legrenzi) [1]. Potete facilmente riflettere su questo aspetto pensando, per esempio, a quanto siete liberi di cercare soluzioni creative nel vostro lavoro e quanto, al contrario, dovete seguire delle indicazioni che limitano la vostra capacità creativa.
  • Qual è la differenza tra creatività e scelta razionale? Avete mai provato a scervellarvi per risolvere un problema, focalizzando l’attenzione su di esso e valutando in modo razionale le diverse possibilità? Può esservi successo che, distogliendo l’attenzione dal problema e rilassandovi, la soluzione tanto cercata sia sopraggiunta all’improvviso! Sembra che una volta Einstein abbia detto che i problemi si erano piantati nella sua testa e non l’avevano più abbandonata, fino al momento in cui si erano risolti da soli. Sembrerebbe dunque che l’adozione di un atteggiamento mentale sereno, rilassato, anche un po’ distaccato, sia il miglior stato emotivo-cognitivo per trovare la soluzione ai problemi, in maniera creativa, attendendo che la soluzione emerga dallo sfondo. A tale proposito Steve Jobs diceva:

“Creatività significa semplicemente collegare cose. Quando chiedi a persone creative come hanno fatto qualcosa, si sentono quasi in colpa perché non l’hanno fatto realmente, hanno solo visto qualcosa e, dopo un po’, tutto gli è sembrato chiaro. Questo perché sono stati capaci di collegare le esperienze vissute e sintetizzarle in nuove cose.”

Pensando a Steve Jobs ci viene in mente anche la personalità dell’individuo creativo. Molti studiosi si sono concentrati sull’analisi della personalità creativa, sia prendendo in esame i tratti di personaggi illustri, sia riflettendo sulle capacità da potenziare ai fini di un’educazione alla creatività. Amabile [2] ipotizza che alcuni tratti della personalità possano essere caratteristici di soggetti particolarmente creativi: l’indipendenza di giudizio, l’autostima, l’attrazione per la complessità, l’orientamento estetico, la capacità di assumersi dei rischi.

Cos’è dunque la creatività?

“Creatività è sinonimo di pensiero divergente, cioè capace di rompere continuamente gli schemi dell’esperienza. E’ creativa una mente sempre al lavoro, sempre a fare domande, a scoprire problemi dove gli altri trovano risposte soddisfacenti, a suo agio nelle situazioni fluide nelle quali gli altri fiutano solo pericoli, capace di giudizi autonomi e indipendenti […], che rimanipola oggetti e concetti senza lasciarsi inibire dai conformismi. Tutte queste qualità si manifestano nel processo creativo. E questo processo – udite! Udite!- ha un carattere giocoso: sempre” (G. Rodari)[3] .

Di creatività ha parlato anche Donald Woods Winnicott- pediatra e psicoanalista inglese (1896-1971):

“E’ nel giocare e soltanto mentre gioca che l’individuo, bambino o adulto, è in grado di essere creativo e di fare uso dell’intera personalità, ed è solo nell’essere creativo che l’individuo scopre il sé.”  [4]

Winnicott sostiene che la creatività è un ingrediente fondamentale della crescita, poiché l’atteggiamento di curiosità verso il nuovo, che la caratterizza, alimenta nel bambino l’illusione di creare il mondo. E’ grazie alla creatività, espressa nel gioco, che il bambino comincia a distinguere tra sé e non sé, cioè tra sé e la madre, tra sé e il mondo esterno. Più in dettaglio il peluche che il bambino porta con sé- che Winnicott chiama oggetto transizionale-, rappresenta per lui la madre, quando questa è assente. E’ grazie a questa illusione che il bambino riesce a sopportare l’assenza della madre e a stare da solo.

La creatività viene mantenuta per tutta la vita sotto altra forma: le arti, la religione, il vivere immaginativo e il lavoro creativo scientifico. Queste occupazioni dell’adulto sono in stretta continuità col gioco infantile: sia nelle attività dell’adulto, sia nel gioco infantile, gioca un ruolo centrale la creatività. Allora,  in senso lato, la creatività è ciò che permette all’individuo di realizzare il proprio vero Sé, le proprie potenzialità e desideri. E’ -dice Winnicott- “ una sorta di coloritura dell’intero atteggiamento verso la realtà esterna[5]. A partire da quanto sopra, Winnicott arriva a dire che

La psicoterapia ha luogo là dove si sovrappongono due aree di gioco, quella del paziente e quella del terapeuta. La psicoterapia ha a che fare con due persone che giocano insieme. Il corollario di ciò è che quando il gioco non è possibile, allora il lavoro svolto dal terapeuta ha come fine di portare il paziente da uno stato in cui non è capace di giocare a uno stato in cui ne è capace. [6]

In conclusione, come possiamo stimolare la creatività?

Molti pensano che creatività sia sinonimo di genio: vengono in mente scrittori o pittori famosi. Così si pensa alla creatività come a qualcosa che è espresso nella musica classica, nell’opera, nella pittura oppure nel design e nella pubblicità. In realtà tutti possono essere creativi, poiché la creatività non è una caratteristica genetica. La possiedono tutti i bambini, e benché crescendo si tenda a metterla da parte, essa continua a essere alla portata di tutti. Le neuroscienze ci mostrano che il nostro cervello è plastico anche in età adulta ed è importante allenarsi alla creatività per far sì che si creino nuovi network neuronali[7] . Possiamo essere creativi facendo un disegno, una danza spontanea, disponendo in un certo modo dei fuori dentro al vaso, arredando una stanza o risolvendo piccoli problemi quotidiani in modo inusuale. Ogni persona deve trovare la sua modalità preferita per sviluppare la propria creatività, una risorsa interiore che può aiutarci a rapportarci meglio con la realtà e a promuovere la resilienza.


[1] Legrenzi, P.- Creatività e innovazione, 2005, Il Mulino, p. 17

[2] Amabile T.M. (1996), Creativity in context, Boulder, CO, Westview Press.

[3]G. Rodari (1973)- Grammatica della fantasia Milano, Einaudi: p. 171).

[4] Winnicott D.W. (1971), Gioco e realtà, Roma, Armando, 1974, p. 102-103.

[5] Winnicott D.W. (1971), Gioco e realtà, Roma, Armando, 1974, p.119.

[6] Winnicott D.W. (1971), Gioco e realtà, Roma, Armando, 1974, p.79.

[7] Davidson, R.- Fatti a mano: aggiustare se stessi attraverso la creatività, 2019 – p. 28.

A proposito di creatività…

Movimento creativo

Psicoterapia espressiva integrata alla Danza Movimento Terapia

La creatività

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