Quando il gioco diventa una dipendenza. La storia di Giuseppe e l’iniziativa del gruppo GA di Ravenna (da: setteserequi del 28 febbraio 2021)

Giocatori Anonimi Italia (Emilia-Romagna)

La lunga emergenza sanitaria che stiamo attraversando sta mettendo a dura prova chi, già prima dell’arrivo del Covid, lottava contro la dipendenza dal gioco compulsivo: lotto, scommesse sportive, corse dei cavalli, biglietti della lotteria, gratta e vinci, video poker e slot machines. Chiusi nelle proprie case, senza la possibilità di socializzare e accedere facilmente a forme d’aiuto, queste persone rischiano drammatiche ricadute.

Cos’è la ludopatia o gioco d’azzardo patologico? A livello psicologico si può parlare di una vera e propria dipendenza (simile, per sintomi e caratteristiche, alla dipendenza da sostanze), che può compromettere seriamente la salute e la qualità della vita del giocatore e anche delle persone vicine.

È necessario distinguere il gioco d’azzardo patologico dal gioco come forma di attività sociale e ludica che accompagna l’essere umano lungo la sua esistenza e che stimola lo sviluppo dell’intelligenza e della creatività. Quando il giocatore, pur sperando nella vincita, è motivato da un semplice desiderio di divertimento ed è in grado di smettere di giocare quando lo desidera viene definito “giocatore sociale”. I problemi nascono quando l’aspetto ludico diventa secondario rispetto all’impulso di giocare, al bisogno di rischiare, di riprovare, di continuare a tentare la fortuna anche a fronte di perdite clamorose e devastanti. Questo atteggiamento si configura come gambling, un comportamento compulsivo la cui dinamica può essere assimilabile ad altre forme di dipendenza patologica quali tossicodipendenza o alcolismo, pur in assenza di una sostanza vera e propria.

Il Gioco d’azzardo patologico è una forma di dipendenza che induce il soggetto alla coazione a ripetere, alla necessità imperante di giocare e a percepire sofferenza se costretto ad astenersi da gioco. Giocare denaro diventa, almeno in alcuni momenti, il centro di interesse esclusivo, la passione, l’occupazione, la preoccupazione centrale della proprie esistenza. Niente può fermare il giocatore e quest’attività conduce, presto o tardi, alla disorganizzazione della sua vita e alla totale mancanza di controllo sulla gestione del denaro. Il processo che conduce il giocatore sociale a diventare giocatore problematico e successivamente dipendente appare subdolo e lento.

I risultati dell’indagine del Cnr sul gioco in Italia, presentati alla riunione dell’Osservatorio contro la ludopatia nel mese di giugno 2016, mostrano dati allarmanti: “Ben 17 milioni di persone nel nostro paese hanno giocato almeno una volta nella loro vita; la maggior parte di questi ricorre al lotto istantaneo e ai gratta e vinci; il 14,6% dei giocatori è a rischio dipendenza e diverse centinaia di migliaia sono i giocatori “problematici” – rileva l’indagine dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, che ha evidenziato anche come negli ultimi anni sia cresciuta la percentuale dei giocatori problematici così come è sempre più invasiva la possibilità di giocare su internet – Ma la notizia più pericolosa è preoccupante è che tra i 15 ei 17 anni il 41% dei maschi e il 30% delle femmine gioca d’azzardo, specie attraverso scommesse sportive e soprattutto usando i telefoni cellulari.”  (fonte Codacons)

La tecnologia permette infatti di scommettere facilmente da casa o da qualsiasi luogo, attraverso il cellulare. Da alcuni dati del 2012 emerge che il fenomeno “gioco” costituisce un fatturato di circa 90 miliardi di euro, del quale lo Stato incassa il 10%. Non bisogna poi dimenticare che attorno a questo fenomeno ruota quello della criminalità organizzata, poiché sempre più persone cadono vittime dell’usura per cercare di far fronte ai debiti accumulati.
Chiedere aiuto è facile! Basta recarsi al Sert più vicino o telefonare ai numeri indicati al seguente link (per la regione Emilia Romagna: http://salute.regione.emilia-romagna.it/dipendenze-patologiche/gioco-dazzardo).

Mettiti in gioco: cerca aiuto!

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