Regolazione emotiva e stress

Il termine stress è oggi molto usato per descrivere uno stato di stanchezza, mancanza di forze e, spesso, sconforto. Gli studi sullo stress ci informano che, quando dobbiamo affrontare un compito nuovo e impegnativo, il nostro organismo mette in atto una serie di cambiamenti fisiologici per far sì che tale compito possa essere svolto in maniera efficiente. Si tratta di un’attivazione dell’organismo che, nelle dovute proporzioni, avviene anche quando ci troviamo di fronte a un pericolo. Si parla di reazioni di attacco-fuga, quelle reazioni che nell’evoluzione della specie ci hanno permesso di sopravvivere. Una volta portato a termine il compito o quando il pericolo è passato, il nostro organismo torna in una situazione di quiete. Se, però, uno specifico compito o un pericolo perdurano nel tempo, lo stato di attivazione prolungato produce effetti deleteri per la salute.

Gli effetti dello stress sono noti da molto tempo ma oggi, grazie alla Teoria Polivagale di Porges (1994), possiamo spiegare come reagisce il nostro Sistema Nervoso Autonomo quando ci troviamo in situazioni stressanti o traumatiche. Si tratta di una teoria basata sul presupposto che c’è una comunicazione bidirezionale tra cervello e corpo. Questa teoria sostiene che nei mammiferi, oltre al Sistema nervoso simpatico che media le reazioni di attacco-fuga e al Sistema nervoso parasimpatico -coinvolto nel ripristino di condizione di calma-, esiste una terza via nervosa che permette di regolare gli stati emotivi, passando da reazioni difensive e di immobilizzazione a stati di calma e di comunicazione sociale. Questo circuito nuovo, dal punto di vista evolutivo, è proprio un sistema di “coinvolgimento sociale”, poiché consente il gioco e l’intimità tra le persone.

Questa teoria rende inoltre conto del perché di fronte a un pericolo o in una situazione traumatica una persona possa avere una reazione di immobilizzazione, anziché di attacco o fuga.

La Teoria Polivagale sta avendo molte applicazioni cliniche, soprattutto nei casi di trauma evolutivo – cioè laddove, durante la crescita, si siano cronicizzate delle reazioni da stress che non permettono alla persona di sperimentare stati di sicurezza e di intrattenere relazioni sociali soddisfacenti.

Diverse discipline con una metodologia precisa (fra le quali la Danza Movimento Terapia) possono infatti contribuire a regolare i propri stati emotivi a partire dalla loro componente somatica, al fine di migliorare l’adattamento a situazioni stressanti e promuovere un certo grado di resilienza.

A questo riguardo vi consigliamo di leggere:

Regolare il disagio emotivo e lo stress psicofisico ai tempi del Covid

La Teoria Polivagale in breve

Burnout e Benessere Aziendale

Se desiderate ulteriori informazioni o consigli su questo argomento potete scrivermi: monica.diamantini@libero.it